EXPLORATORIUM

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L'«Exploratorium» è un museo molto fuori dal normale, perchè è "interattivo". A differenza di tutti gli altri musei, dove, per ovvi motivi, i vari oggetti in esposizione non si possono assolutamente toccare, e i vari padiglioni si attraversano tra mille divieti, qui all'«Exploratorium» si è caldamente invitati a "toccare" (!) i vari «exhibits», usandoli e studiando il loro funzionamento.

Tutto il piano terra dell'«Exploratorium» è dedicato alla fisica, in tutte le sue diverse ramificazioni. Cominciamo dall'ottica: c'è uno schermo (foto a sinistra) dove la luce bianca, che normalmente illumina le nostre giornate, viene scomposta nei suoi tre colori fondamentali.
C'è poi un altro schermo (foto a destra) dove vengono proiettate le nostre ombre all'infrarosso.

I vari principi dell'ottica sono anche illustrati attraverso una serie di lenti che ingrandiscono o rimpiccioliscono gli oggetti: simpatico il faccione di Vincenzo a confronto con le sue gambette...!

Ma una delle illusioni ottiche più incredibili è quella di che si crea in questa stanza costruita secondo una prospettiva particolare: visto da una finestra esterna, l'interno appare normale; poi, però, se si entra, si vede che l'ambiente, sul lato sinistro, è più piccolo di come appaia. Se, invece, ci si sposta sul lato destro, avviene l'opposto, e l'ambiente sembra più grande. Se ci fosse una persona adulta sul lato destro della foto con Vincenzo, essa apparirebbe molto più piccola di Cucciolo!

Con un esperimento, si vuole poi dimostrare come la nostra mente si lasci fortemente suggestionare da ciò che vedono gli occhi, finendo col prendere decisioni che non avrebbero ragion d'essere. E' il caso di una fontanella di acqua potabile strutturata come un WC! Un cartello precisa che il gabinetto non è mai stato usato come tale in precedenza, e che, quindi, può essere tranquillamente usato per bere. Pochissimi però sono disposti a farlo!

Le illusioni ottiche continuano persino nel bagno (stavolta quello vero) dell'«Exploratorium». Qui le piastrelle sono collocate in modo da apparire trasversali, mentre, invece, sono disposte in file perfettamente parallele.

Un'altra clamorosa illusione ottica: le due fotografie sottostanti, se osservate capovolte, appaiono quasi simili, o con differenze poco percettibili. Se, però, si capovolgono contemporaneamente, si nota l'incredibile realtà:...

... Il motivo del nostro inganno è devuto al fatto che il cervello è abituato a cogliere i volti come un insieme unico, e non riesce a notare immediatamente l'insolita posizione della bocca che, anche quando si trova nella posizione iniziale capovolta, sembra ricreare comunque un sorriso - per quanto impossibile.

Un altro gioco di specchi, che inizialmente fa spaventare un po': s'inserisce una mano, e immediatamente sembra che dall'interno esca un'altra mano... Ma è la tua capovolta!

Quest'illusione ha dell'incredibile: in fondo a un'apertura si vede chiaramente una tazzina. Basta infilarci la mano e prenderla, ma... il gesto si rivela impossibile: la tazzina non esiste, essendo soltanto una proiezione tridimensionale - estremamente realistica - di una tazzina collocata chissà dove!


Delle enormi bolle di sapone realizzate con dei cerchi metallici di mezzo metro di diametro nei quali molti ci infilano la testa(foto a sinistra), e un misuratore di rumore (foto a sinistra): si deve attraversare una striscia di circa tre metri di lunghezza, camminando su dei ciottoli tipo spiaggia facendo il minor rumore possibile; i decibel prodotti sono

visualizzati su un display. Improvvisiamo una gara con altri visitatori, e tutti, a turno, camminiamo gatton-gattoni, cercando di non far rumore. Questa gara all'ultimo decibel è stata vinta Vincenzo, che - da bravo bràdipo - ha "rumoreggiato" per soli 18 decibel (io ben 22)!

L'«Exploratorium» è, dunque, un piacevole modo d'imparare la fisica, e, come a scuola, non può mancare la campanella! Suona alle 5 del pomeriggio e tutti escono, tranne un gruppetto di "raccomandati" (tra cui noi!) che restano per l'emozionante aventura del «Tactile Dome». Difficile da spegare, si tratta di un labirinto iper-claustrofobico che si sviluppa come un budellino che va su e giù all'interno di una sfera completamente al buio! tramite il tatto, bisogna trovare la strada.
Vincenzo è preoccupatissimo, dato che lui notoriamente è contrario alle acrobazie. In effetti, percorrere l'intero tragitto al buio non è semplicissimo: alcuni passaggi sono strettissimi, a volte si cammina culetto-culetto, altre volte si scivola lungo assi inclinati,... Insomma: divertente, sia per l'esperienza in sè, sia per gli ormai celebri pasquinamenti di Vincenzo, puntuali in circostanze simili!

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