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HEARST CASTLE
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Riprendiamo a viaggiare verso nord di prima mattina percorrendo la highway 101 che costeggia il mare. La nebbia in alcuni tratti è alquanto fitta e ci accompagna per diversi chilometri. Non dobbiamo mai dimenticare che le sorprese in America non finiscono mai: un attimo prima la nebbia lungo la spiaggia crea un'atmosfera che ricorda la Scozia o la Scandinavia; un attimo dopo ti ritrovi nella savana africana! Zebre???
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Sì, se non sono cavalli che tifano Juventus, quelle sono proprio zebre! Capisco, quindi, che, prima del previsto, siamo già arrivati nei pressi dell'Hearst Castle.
Ho voluto fare una sorpresa a Vincenzo, e non gli ho detto che lungo la strada ci saremmo fermati a visitare quella che molti potrebbero considerare la classica "americanata". Siamo a San Simeon, un minuscolo e insignificante paesino di nemmeno 500 persone che passerebbe del tutto inosservato se non fosse per questa stranezza artistica.
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L'Hearst Castle è una sfarzosa serie di edifici - che nel complesso possono anche ricordare un castello, fatta edificare da Mr.Hearst, un magnate dell'editoria dei primi del novecento, che ben presto divenne miliardario. Le visite si possono effettuare esclusivamente con un tour organizzato, e si dovrebbe fare una fila di un paio di ore, che non potremmo permetterci. Senonchè, abbiamo un bel colpo di fortuna: una coppia ha appena rinunciato, e così si sono liberati due posti... Andiamo!
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Mr.Hearst era un appassionato dell'arte classica, ed era affascinato in particolare dall'eleganza dell'arte greco-romana. Per questo, molte strutture del suo palazzo sono fedeli riproduzioni di templi o edifici dell'antichità classica europea.
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 Manco a dirlo, Mr.Hearts era un gran dongiovanni. Pur essendo sposato, desiderava vivere la propria vita in modo indipendente. Così marito e moglie avevano camere separate.
Questo è l'appartamento di lui...
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... e questo è l'appartamento di lei. Non che la povera Signora Hearst avesse di che lamentarsi: accettava le avventure del marito, consolandosi facendo shopping in giro per il mondo, soprattutto in Europa.
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Anche i giardini sono bellissimi, e tra le piante importate dal Vecchio Continente per ricreare la macchia mediterranea s'intravedono riproduzioni di sculture classiche: a sinistra, le «Quattro Grazie» (oooops! Volevo dire le «Tre Grazie», l'altro è Vincenzo!!!); a destra, un Laocoonte a cavallo (o qualcosa del genere...).
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