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PALM SPRINGS
La nostra permanenza a Los Angeles si conclude dopo sette giorni intensi ed emozionanti, con tanto di bacio sulla bocca a Vincenzo da parte di Tamra! La prossima destinazione è in un ambiente completamente diverso: andremo nel deserto, e in particolare a Palm Springs!
Per una settimana abbiamo usato soprattutto la metropolitana di Los Angeles. Adesso, invece, è venuto il momento di affittare una macchina, che...
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... ritiriamo presso la Hertz dell'aeroporto LAX dopo averla prenotata dall'Italia via internet. Nel far ciò, ho seguito un consiglio che ricorre spesso sui blog di viaggi: prenotare un modello piccolo, nella speranza, molto concreta, che al momento del ritiro non ve ne sia disponibilità, con la conseguenza che ti danno gratuitamente un modello più grande.
E così è successo!
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L'impiegato della Hertz tenta di fare il furbo: dice che il modello da noi prenotato è troppo piccolo per due persone (ma cos'è? Una carriola?) e insiste un po' perchè facciamo un upgrade passando a un modello superiore per soli 5$ in più al giorno. Rifiutiamo e... colpo di scena... quando ritiriamo la macchina scopriamo che è un'enorme Mazda 5, una monovolume con tre file di posti! Altro che carriola!
Il problema successivo è quello di districarsi nel labirintico intreccio delle highways californiane. In particolare, ci intimorisce un po' la prospettiva di dover attraversare diametralmente Los Angeles, ma risolviamo il problema in modo brillante...
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... Vincenzo si mette al volante, e io, a fianco, indico l'itinerario da seguire grazie alle mie mitiche cartine!
A differenza dell'anno precedente, quando a Denver sbagliai strada, stavolta l'organizzazione è perfetta. O quasi. In effetti, una piccola imbranatura c'è: siamo convinti che la macchina che ci hanno dato sia col cambio automatico. In realtà, la Mazda 5 ha sia il cambio automatico, sia quello manuale... Ma noi non lo capiamo subito, e... percorriamo 150 km di autostrada in seconda!
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Il deserto del Sud California è tale solo per il clima; per il resto è costellato da parecchi centri abitati, più o meno grandi, ma tutti perfettamente organizzati nello sfruttare condizioni meteo sempre soleggiatae e calde: campi da golf, centri per conferenze, stazioni termali e casinò sono ovunque, e, spesso, si trovano isolati in pieno deserto, creando uno strano contrasto: il casinò gestito dalla tribù indiana dei Morongo è un grattacielo circondato dal nulla, che attira la nostra attenzione mentre andiamo verso il parco Nazionale di Joshua Tree.
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