In giro per la «GRANDE MELA» (2)
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Pioviggina anche oggi, ma ancora per poco: le previsioni annunciano un netto miglioramento. In attesa di una schiarita, entriamo nella Trump Tower, sulla 5ª strada. Scopriamo con delusione che la bella cascata interna è in manutenzione.
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Facciamo, però, anche un'altra scoperta: la passione per il "kitsch" (o per il "kilt"?) dei newyorkesi: la gigantesca struttura di plexiglass a destra rappresenta un enorme intreccio di budella dentro uno stomaco. Sarà forse questo il... "ventre della città"?
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Statua di donna incinta semi-squoiata. No comment.
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Questa poi: un negozio di ossa! Passi per i fossili e gli insetti colorati: ma chi comprerà mai un cranio di visone o un femore d'orso?
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Dopo spettacoli di così dubbio gusto, persino il toro che sta di fronte «Wall Street» ci appare piacevole!
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Certo, Vincenzo: per riuscire negli affari bisogna avere una visione completa della situazione, da "ogni" punto di vista, vero?
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Da «Wall Street» al «Nasdaq»... Che simpatici tutti quei poliziotti: non sembrano quelli che inseguono Stanlio e Ollio?
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La carrellata "kitsch" si conclude con una strana processione nella quale c'imbattiamo nella capitale del consumismo materialista: sono messicani della confraternita della «Virgen de Guadalupe» che sfilano in costume, frustando (veramente!) il povero Cristo.
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| Tappa d'obbligo: il "Greenwich Village", il quartiere più trendy della città, ove nascono tutte le mode che di lì a poco si diffonderanno nel resto del mondo.
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| Il "Village" è anche il quartiere... «ambient» di Manhattan: c'è persino una strada chiamata "Gay Street"!
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In un negozio di telefonini, mentre Vincenzo è alla ricerca di qualche novità tecnologica, incontro "Peter Philip"... Lo «invitiamo» a prendere un drink al "Caffè Reggio"!
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