Rajasthan
India
15 dicembre 2012
1° gennaio 2013

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KHURI: il tramonto sulle dune

Dopo la sosta presso il laghetto con le gru, riprendiamo il viaggio verso ovest. La tappa di oggi è la più lunga dell'intero tour, ma non è per niente stancante perchè la suggestione del paesaggio circostante è veramente magica.

Come al solito, Goga fa una pausa per il pranzo in uno dei tanti punti di ristoro lungo la strada. La cosa buffa è che incontriamo per l'ennesima volta una coppia romana in viaggio di nozze. Sono Marco e Valentina [foto a sinistra] che avevamo già incrociato nel viaggio in aereo dall'Italia, quando Marco chiese a Vincenzo un aiuto sulla compilazione del modulo dell'immigration office. Poi li abbiamo incontrati a Mandawa; poi a Bikaner e adesso anche qui!!! Incredible !india!
E' già pomeriggio inoltrato quando giungiamo alla periferia di Jaisalmer, dove però non entriamo perchè deviamo verso sud per una cinquantina di chilometri, dato che stanotte alloggeremo a Khuri. Così ci limitiamo ad ammirare da lontano la rocca imponente che sovrasta Jaisalmer, rinviandone la visita al giorno dopo.

Khuri è un piccolo borgo di case in pietra che non avrebbe nulla di particolare se non fosse la "porta del deserto". Infatti da qui cominciano le prime vere e proprie dune di sabbia del deserto del Thar, e pertanto è la base di partenza delle «cammellate», delle escursioni nel deserto che possono durare da un paio di ore a diversi giorni.
Noi alloggiamo alla "Registhan Guest House", un bell'alberghetto del quale dirò dopo. Alla reception non facciamo neanche il check-in poichè ci manca proprio poco per il tramonto e i nostri cammelli (con tanto di cammellieri) sono già pronti per l'escursione tra le dune. Lawrence d'Arabia, aspettaci! Arriviamo!!!

Siamo appena arrivati a Khuri, un minuscolo villaggio a una cinquantina di chilometri da Jaisalmer. Ci aspetta un'escursione sulle dune del Thar dove vivremo l'emozionante esperienza del tramonto nel deserto.

Nè io, nè Vincenzo siamo mai saliti su un cammello e la curiosità è davvero tanta perchè la presenza della gobba comporta più di un'icognita: la cavalcata sarà agevole? Non si rischia di scivolare di qua e di là? Dov'è il pedale del freno?
Fortunatamente i due cammellieri che ci guidano sono bravi nel fornirci le indicazioni-base per stare su un cammello. Si chiamano Gopal e Mahnu e sono un ragazzino di 14 anni a un tizio sulla quarantina. Ci spiegano che la cosa più difficile è la partenza, quando il cammello passa dalla posizione accovacciata a quella eretta. Poi Gopal precisa di stare attenti al "doppio contaccolpo"... In pratica (prendete appunti per quando capiterete sulla groppa di un cammello) appena saliti bisogna inclinarsi all'indietro, formando un angolo di circa 135° con il terreno davanti a voi. Poi... no, no: chi di voi ha detto che bisogna applicare il terema di Pitagora?!?
Comunque, appena siete inclinati il cammelliere fa alzare il cammello, che si erge dapprima sulle gambe posteriori, determinando un primo impluso in avanti; poi l'animale alza le zampe anteriori, il che determina una spinta all'indietro, seguita immediatamente da un nuovo contraccolpo in avanti. E' proprio in questo secondo momento che la maggior parte delle persone cade, poichè si è portati a credere che dopo il primo ondeggiamento tutto sia finito... Oooops, scommetto che vi sta venendo il mar di mare... Bhe, il cammello non è forse la... "nave del deserto"?

Cominciamo a... "cammellare" (se sul cavallo si cavalca, perchè non si può "cammellare" sul cammello?) in modo alquanto esitante. Inizialmente siamo forse poco rilassati e alquanto rigidi, ma dopo i primi momenti cominciamo ad apprezzare l'esperienza. Il cammello è davvero un animale docile e, nonostante tutto ballonzoli a destra e a manca, non ci siamo mai sentiti in difficoltà. Passiamo oltre un albero imponente accanto al quale c'è un pozzo d'acqua dove le donne vanno ad attingere nei loro coloratissimi costumi. Le dune si avvicinano.

Abbiamo viaggiato in macchina tutto il giorno, percorrendo oltre trecento chilometri. Per quanto la nostra Tata Indigo guidata da Goga sia un'automobile molto comoda, dopo sette ore di viaggio è piacevole finalmente perdersi nella quiete rilassante del deserto.
I cammelli procedono molto lentamente con passo flemmatico, mentre il tintinnio dei sonaglini che pendono dal collo fa da colonna sonora e ci permette di assaporare la pace di questo posto così lontano da tutto.
Le diciassette sono già passate da un bel po' e non manca ormai molto al tramonto. Che peccato non essere arrivati prima: l'ambiente delle dune ci ha sempre affascinato e ci avrebbe fatto piacere trascorrere un po' più di tempo qui. D'altro canto è anche vero che, se non fosse stato per Bobby Takur dell'agenzia di New Delhi, non avremmo mai saputo dell'esistenza di questo minuscolo villaggio alle porte del deserto del Thar,...

Restiamo sulle dune del deserto un'oretta circa. attorno a noi ci sono diversi altri turisti, ognuno dei quali accompagnato dai rispettivi cammelli e cammellieri. C'è parecchia gente, ma lo spazio tutto attorno si apre verso l'orizzonte sconfinato e quindi la presenza di altre persone non disturba più di tanto: ognuno riesce a ritagliarsi il proprio personale angolino di deserto da assaporare e conservare tra i ricordi più cari.
La presenza dei turisti richiama ovviamente persone di ogni età che cercano di guadagnare qualche rupia, inventandosi di tutto. Siamo da poco scesi dal cammello, quando si avvicinano a noi due ragazzini, uno con una specie di strana fisarmonica, l'altro con uno strumento a fiato simile al piffero...
«What's your name?»
«Lino.»
«Are you from Spain or Italy?» [E' incredibile come abbiano già intuito la nostra area di provenienza...]
«Italy.» Non l'avessi mai detto... I due tipetti s'inginocchiano di scatto ai nostri piedi e attaccano con una musica tarantolata, cantando una canzone che fa più o meno così: ♪♫ «और फिर जो Lino सूर्यास्त, हाथीदांत अभेद्य किले, Italy कुओं सहस्त्राब्दि और मुस्कान Lino में लाल टिब्बा रेगिस्तान Liiiiinoooo धूल पता...» ♫ ♫
Capisco che i due ragazzini si aspettino una mancia alla fine della loro [straziante] performance per cui, con qualche difficoltà riesco a farli smettere e a dir loro che non sono interessato alla musica. Fanno la faccia delusa e se ne vanno; ma... dov'è Vincenzo?
Ah, eccolo laggiù, oltre un cammello che mastica indolente. Un ragazzo sui vent'anni gli si avvicina e...
«What's your name?»
«Vincenzo»
«Are you from Italy?»
«Yes, I am...»
♪♫ «और फिर जो Vincinzuuuuसूर्यास्त, हाथीदांत अभेद्य किले, Itaaaly कुओं सहस्त्राब्दि और मुस्कान Vincinzuuuuuuu में लाल.» ♫ ♫
«Stop it!!!»
Con fare deciso Vincenzo zittisce il malcapitato musico, che capisce che tira una brutta aria e che non riceverà il becco di un quattrino. Spettacolare la risolutezza di Vincenzo: una delle scene più divertenti dell'intero viaggio!

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