Rajasthan
India
15 dicembre 2012
1° gennaio 2013

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Le prime dune del DESERTO DEL THAR

Lasciamo Bikaner in una tersa mattina di dicembre e Goga guida velocemente in direzione ovest, destinazione Jaisalmer. Siamo veramente emozionati perchè stiamo per addentrarci nel cuore del Rajasthan e infatti, pochi chilometri fuori Bikaner, il paesaggio diventa sempre più arido e brullo, fino a quando assume l'aspetto tipico del deserto: il deserto del Thar!
Il clima nel Rajasthan a dicembre è veramente piacevole: di giorno si può tranquillamente stare in maniche corte; solo la sera - per via dell'escursione termica tipica delle aree desertiche, la temperatura scende e serve come minimo una felpa, ma è meglio se c'è il giubbotto. Per questo motivo...

... il bagaglio portato dall'Italia sarebbe stato molto leggero e limitato se non avessimo deciso di portare dei capi d'abbigliamento da donare ai bambini poveri che avremmo incontrato durante il tragitto, come già fatto con i costruttori di mattoni incontrati tra New Delhi e Mandawa.
Mentre Goga sfreccia lungo lo sconfinato rettilineo, vediamo diverse mandrie di cammelli e tanti greggi di pecore e capre. Goga ha bisogno di una pausa-sigaretta, così ci fermiamo quando vediamo dei pastorelli che pascolano le loro capre. E' il momento opportuno per dare loro qualche maglietta e delle bustine di zucchero. Immaginiamo che si trattino di fratello e sorella: lui (più piccolo) è alquanto intimidito; lei, invece, è contentissima per una T-shirt che forse darà a qualche maschio dela sua famiglia, visto che qui le donne vestono ancora con gli abiti tradizionali.

Pochi attimi d'intensa emozione, fatti di sguardi e scambi di sorrisi, dato che la barriera linguistica è invalicabile: i due ragazzini parlano soltanto un dialetto del Rajasthan! E' il momento di ripartire: la bambina continua a fare "ciao" con la mano, mentre il fratellino non ha perso tempo e, contento, ha indossato la maglietta che è almeno di due taglie più grandi di lui, ma poco gli importa!

Dopo un'ulteriore ora circa di viaggio, Goga lascia la strada princiaple che corre diritta verso Jaisalmer ed effettua una breve deviazione (appena tre chilometri) per farci vedere qualcosa di particolare.
Entriamo in un villaggio di casupole in pietra e vediamo già una prima stranezza: avete presente il film «Forrest Gump», e in particolare la scena [↑↑↑] in cui il protagonista percorre a piedi tutti gli Stati Uniti seguiti da una schiera di persone che gli vanno appresso perchè convinti di seguire uno che ha una meta? Ebbene, abbiamo visto una scena simile. C'era un tizio - un sadhu - che camminava solitario e una decina di metri dietro un gruppo di una cinquantina di persone che lo seguivano... Incredible !india!

Comunque Goga ci ha portato qui non per incontrare il sadhu, bensì per vedere un laghetto che di per sè non sarebbe niente di eccezionale se non per il fatto di essere nel deserto, rappresentando così una preziosa fonte di acqua per gli uomini e gli animali. In particolare, sulle rive di questo piccolo specchio d'acqua nidificano migliaia di gru che trascorrono qui ilp eriodo invernale in attesa di volare fino in Siberia e alle steppe della Russia centrale durante l'estate.
E adesso preparatevi a vedere [↓↓↓] una scena che farà gridare anche voi tutti in coro... Incredible !ndia!

Ecco la scena che seguo incredulo e sbalordito: una donna si avvicina alla riva del lago con una brocca panciuta con l'evidente intenzione di riempirla d'acqua. Non va dimenticato, infatti, che nelle case di questo villaggio (così come del 90% dei villaggi del Rajasthan) non ci sono nè acqua corrente, nè servizi igienici. L'approviggionamento idrico è un compito che tocca alle donne, le quali devono percorrere a volte persino chilometri per trovare una fonte. Che poi tale fonte sia "potabile" o meno, questo è un dato irrilevante: cioè, la prima acqua che si trova va benissimo, e poco importa se l'acqua sia pulita o meno!
E infatti la donna che sto seguendo con lo sguardo si avicina al lago, e riempie la brocca in un'acqua che avrà milioni di colibatteri perchè è veramente putrida a causa della cacca delle migliaia di uccelli che stazionano sulle rive! [↓↓↓]

Come si può vedee meglio nei filmati qui di seguito [↓↓↓], la donna, nonostante l'acqua lurida, ha comunque l'accortezza di sciacquare la brocca prima di riempirla e di usare il velo dela sua gonna come filtro... C'è da chiedersi a quanto possa servire...

A Rajasthani woman is getting some water from a small lake on the way between Bikaner and Jaisalmer. The area is dry and desert-like, so people have hard time in getting water, but... This lady is filling a jar from a lake full of DROPPINGS from thousands of cranes whose nests are by the lake shores.

Una donna nel Rajasthan indiano riempie una brocca d'acqua in un laghetto nel deserto. Il problema è che le rive del lago ospitano i nidi di migliaia di gru. Gli escrementi degli uccelli galleggiano vistosamente sull'acqua, ma ciò non impedisce alla donna di riempire la brocca, usando il velo della sua gonna come filtro!

La strada da Bikaner a Jaisalmer è un lungo rettilineo che attraversa le propaggini del Thar, un deserto poco... "deserto" se si considera che Goga (il nostro autista) deve scansare in continuazione pecore, mucche, cammelli, maiali, asini e persino pavoni! [↓↓↓]

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