Rajasthan
India
15 dicembre 2012
1° gennaio 2013

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BIKANER

Lasciamo l'atmosfera sonnolenta e rilassata di Fathepur per riprendere il cammino verso Bikaner. Per un po' percorriamo delle strade secondarie che attraversano un'area semi-desertica e quasi disabitata. Poi, una volta sulla strada principale, il traffico ridiventa caotico. Goga ci spiega l'unica e sola regola del Codice della Strada in India: «The only rule is that there are no rules»! (="L'unica regola è che non ci sono regole"!).
La cosa strana, però, è che, nonostante l'intenso via-vai di macchine, camion e carri trainati da animali (enormi quelli tirati dai cammelli ↓↓↓) non ci siamo mai - e ripeto: mai - trovati imbottigliati nel traffico come puntualmente succede in Italia, tranne in due circostanze:
- in occasione dei passaggi a livello chiusi;
- in entrata a New Delhi (il penultimo giorno di vacanza - ma ne riparleremo).
Credo che su questo si dovrebbe riflettere: come mai in Italia gli ingorghi sono all'ordine del giorno, mentre in India, nonostante sorpassi a destra, precedenze non concesse, totale mancanza di limiti di velocità e altre amenità del genere, non ne abbiamo visti praticamente mai?

Arriviamo a Bikaner nel pomeriggio e Goga ci porta subito a visitare l'attrazione principale della città: il Junagarth Fort, una fortezza costruita nel XVI secolo da un Maharajà alleato del più grande sovrano del Rajasthan: Akbar. Per entrare paghiamo 100 rupie seguite da altre... 150 rupie per la macchina fotografica. Impariamo, infatti, che per visitare molti monumenti in India è necessario pagare, oltre al biglietto personale, anche una tariffa aggiuntiva per le macchine fotografiche e le videocamere!

Iniziamo la visita del Junagarth Fort che necessariamente prevede una guida locale autorizzata (alla quale bisogna dare la mancia semi-obbligatoria alla fine). Io e Vincenzo siamo gli unici stranieri in una rumorosa comitiva di una trentina di turisti indiani.
Attraversiamo un cortile interno con una piscina sovrastata da un trono in marmo bianco di Carrara sul quale il maharajà sedeva e assisteva al "Festival dei Colori".

La Conference Hall per le udienze d'affari del maharajà con un trono e il baldacchino in argento.

La "sala del trono dell'incoronazione".

Avete presente i fachiri? Quei simpaticoni che stanno seduti con le gambe incrociate su dei sedili di chiodi? Io pensavo che esistessero soltanto nei giornaletti di Topolino... E invece no! Sono esistiti veramente! Alla corte del maharajà di Bikaner i fachiri erano molto apprezzati e sedevano "comodamente" su panchine irte di spuntoni metallici (↑↑↑), così come camminavano su delle lame di spade affilatissime (← ← ←).

Vincenzo con una donna addetta alle pulizie del Junagarth Fort. Essendo adibita a un lavoro ritenuto "minore", è una paria, cioè un'appartenente alla casta degli "intoccabili".
Resta in una posizione defilata rispetto al flusso dei turisti, evidentemente perchè ha ormai da tempo accettato e interiorizzato il suo ruolo marginale nella società. Io e Vincenzo, invece, l'avviciniamo e le chiediamo di potere scattare una foto. Le diamo anche 100 rupie che accetta con un bel sorriso.

Ho già anticipato la natura caotica del traffico sulle strade dell'India, dove non viene rispettata alcuna regola, se non quella che... «non c'è alcuna regola». E ho anche detto come, stranamente, non ci siamo mai trovati bloccati in alcun ingorgo stradale degno di questo nome, tranne in due circostanze: entrando a New Delhi e in prossimità dei passaggi a livello... Guardate le foto sotto...↓↓↓
Le sbarre del passaggio a livello sono chiuse in attesa del transito di un treno. Sulla corsia di sinistra (quella di marcia normale, dato che in India, come in Inghilterra, si tiene la sinistra) si è formata una lunghissima coda di camion. Noi e altre auto (e pulmini) sorpassiamo tranquillamente i camion, occupando la corsia opposta, dove, una volta apertosi il passaggio a livello, dovrebbero transitare...

...le auto che viaggiano in direzione contraria. Mentre noi sorpassiamo, c'è chi ci... sorpassa sfrecciando sulla nostra destra, nella fascia di sterrato, strombazzando il clacson come forsennati chiedendo via libera a motorini e pedoni...↑↑↑
Il treno passa e le sbarre si alzano. E' il caos più totale: le auto in senso opposto cercano di avanzare, trovando occupata la carreggiata di loro spettanza. In un concerto assordante di clacson, noi - che siamo nella corsia sbagliata alla destra dei camion ancora incolonnati - cerchiamo di reinserirci spostandoci sulla sinistra. Troviamo un varco millimetrico tra due TIR ma... ↓↓↓

... ovviamente non riusciamo a infilarci per intero, così continuiamo verso sinistra, tagliando di fatto la strada al camion e finendo sulla fascia sterrata opposta a quella dalla quale proveniamo, finendo dietro ↑↑↑ un carretto enorme trainato da un cammello!

Alcune famiglie nobili hanno in India il diritto di possedere delle targhe personalizzate. E' il caso dei "Rathore", un clan imparentato con la famiglia Suryavanshi che nei secoli passati erano "Rajput" (cioè "re") nel nord-ovest dell'India (stati del Rajasthan, Gujarat, Haryana). In pratica su questa macchina c'è un maharajà!
Siete stupiti? questo non è niente: seguitemi nell'altra pagina dove ne vedrete delle belle... Incredible !ndia!

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