Rajasthan
India
15 dicembre 2012
1° gennaio 2013

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Da ROMA a NEW DELHI

«Natale in India»: sembrerebbe il titolo di uno di quegli antipatici film di De Sica & Boldi... Invece si tratta della nostra vacanza natalizia che quest'anno ci porta a scoprire il Rajasthan, uno stato della confederazione indiana che si trova nel Nord-ovest dell'immenso paese asiatico, al confine col Pakistan.
Anche stavolta partiamo da Roma e anche stavolta il tempo alla partenza è brutto. E' un peccato perchè arriviamo in aereo da Reggio Calabria alle 08:00 di mattina e il volo per New Delhi è alle 22:00. Il cielo plumbeo non fa prevedere nulla di buono per l'intera giornata, ma a noi, tutto sommato, poco importa: la prospettiva di essere presto in India ci fa sopportare anche questo clima freddo e piovoso!
Compriamo un ombrello variopinto da un senegalese alla stazione Termini e così passeggiamo rilassati per le vie del centro di Roma che ormai conosciamo bene:...


... la fontana di Papa Sisto V in cima a Via Bissolati,...

... un presepe di cioccolata (!) nella vetrina della pasticceria "Giolitti"

...le bancarelle piene di colori natalizi del mercatino di Campo de' Fiori...


... il lungotevere nei pressi di Castel Sant'Angelo...

Per un attimo siamo quasi tentati di visitare il museo di Castel Sant'Angelo, tuttavia il biglietto è alquanto caro (non è certo il Louvre o il British Museum!) e poi in India vedremo sicuramente tanti musei, così preferiamo proseguire verso Piazza San Pietro...
♪ ♫ Din-Don ♪!!!
«Ehm, Permesso?... E'in casa... "Bennie"? Possiamo entrare?»
«Ja, è in casa ma adesso non può feniren perkkè sta facendo la doccien!»
«Ah, bhe'...: scusate il disturbo... Noi stiamo andando in India e... volevamo solo sapere se, per caso, "Bennie" avesse un messaggio per Krishna o per la dea Kalì... Sarà per la prossima volta. Auf Wiedersehen

E così ci tocca partire senza il placet di... Bennie... Forse c'è rimasto male perchè pensa che stiamo passando alla... concorrenza? → → → → →

Andiamo in India con la China Airways. Eh, sì: stavolta non prendiamo la Qatar Airways (la nostra compagnia aerea preferita) perchè abbiamo approfittato della possibilità di un comodo volo diretto che in poco più di sette ore ci porta da Roma a New Delhi.
Arriviamo nella capitale indiana dove sbrighiamo le formalità aeroportuali con un po' di lentezza ma senza intoppi. In particolare, abbiamo qualche timore perchè è la prima volta che entriamo in una nazione straniera dove è obbligatorio richiedere il visto d'ingresso (che noi abbiamo ottenuto dall'ambasciata indiana di Roma); comunque tutto va liscio ed eccoci fuori dall'aeroporto dove...
...c'è qualcuno che ci aspetta! Vincenzo non lo sa ma nei mesi scorsi ho contattato una serie di agenzie di New Delhi che organizzano tour con autista e macchina privata. Tra le tante offerte ho scelto quella della Kalka Travels, col cui titolare, Bobby Takur, abbiamo concordato un itinerario nel Rajasthan.
Incontriamo l'autista inviatoci da Bobby Takur che ci aspetta all'uscita dell'aeroporto: si chiama "Inderjeet" ma dice subito: «You can call me "Goga"».
Ci rechiamo all'agenzia della Kalka Travel, ma Bobby ritarderà trenta minuti, così Goga ci porta a visitare un tempio indù nei paraggi, giusto per entrare nell'atmosfera indiana: lo «Shri Lakshmi Narain Temple».

Accanto al tempio, che visitiamo con una sorta di piacevole torpore, dato che abbiamo viaggiato di notte, c'è un mini-parco-giochi per bambini, Indian-style, of course! Alla Kalka Travel saldiamo il conto con Bobby Takur e cambiamo i nostri Euro in Rupie Indiane, dato che nei giorni successivi non sempre sarà facile usare le carte di credito.

Goga ci porta subito al nostro albergo. Si tratta dell'hotel Aman International che si trova nel quartiere di Pahar Ganj e qui abbiamo subito la nostra prima esperienza con le stranezze dell'India: nelle vie non esistono numeri civici e nel caos più totale di New Delhi può pure capitare che due hotel abbiano lo stesso nome. E infatti, dopo qualche difficoltà, indico a Goga un'insegna che dice "Aman Hotel"... Siamo arrivati?

Io e Vincenzo siamo sconcertati: il posto è un cantiere in costruzione: non c'è pavimento, cavi elettrici e tubi penzolano dalle pareti che più che scrostate sono "diroccate". Fortunatamente i due ragazzi alla reception (quindi l'hotel è aperto e regolarmente funzinante!!!) non trovano la nostra prenotazione perchè... c'è un altro hotel Aman che è circa un chilometro più in là... L'abbiamo scampata bella!
"Pahar Ganj" vuol dire "mercato grande" e in effetti la strada del nostro hotel è un susseguirsi di negozietti e alberghi dove si può dormire - non so in che condizioni - anche con 8 euro a notte. Io preferisco non rischiare e prenoto una stanza per 28 euro.
Le vie attorno sono veramente caotiche. Si vende di tutto, da spezie sconosciute a...


...composizioni artistiche fatte con banconote vere e in corso!

Restiamo a New Delhi solo questa mezza giornata, quindi preferiamo non andare in giro per la città che è una sterminata metropoli. Lasciamo stare la visita dei tanti bei posti che avrebbe da offrire per la prossima volta che torneremo in India, e oggi ci dedichiamo alla visita del quartiere.
Ci addentriamo un po' timorosi nelle viuzze di Pahar Ganj e veniamo subito a contatto con la grande povertà che caratterizza questo imprevedibile Paese. In un vicoletto troviamo un quadretto singolare: un gruppetto di persone elegantemente vestite sta seduto attorno a una tovaglia stesa a terra sulla quale sono esposti in bella mostra una serie di doni nuziali... E' in corso un matrimonio!

I contrasti dell'India: il vicolo dove si svolge il matrimonio è veramente stretto tanto che una macchina ci passerebbe a stento. Eppure, mentre su un lato della stradina si celebrano le nozze, sul lato opposto (due metri più in là) una donna lava le stoviglie sul marciapiede in condizioni igieniche a dir poco precarie! ↓↓↓

Clacson assordanti, sorpassi millimetrici, caos totale: la normalità del traffico sulle strade indiane. Incredible !ndia!

La mattina dopo alle 08:30, come concordato, Goga viene a prenderci con una Tata Indigo bianca che sarà la nostra fedele compagna per i prossimi 16 giorni. Partiamo subito dopo colazione, con destinazione: Rajasthan!
Impieghiamo circa un'ora per uscire da New Delhi, della quale vediamo solo alcuni fugaci fotogrammi, come, per esempio, il monumento dedicato alla "Marcia di Gandhi", un episodio che risale al 1930. In quell'anno l'Inghilterra, alla quale apparteneva l'India, impose una tassa sul sale; Gandhi iniziò una lotta non-violenta e organizzò una marcia di oltre duecento miglia a piedi da Ahmedabad a Dandi, nello stato del Gujarat, sull'Oceano Indiano. Lo scopo della marcia era quello di raccogliere un pugno di sale dalle saline ubicate sulla costa, rivendicando simbolicamente il possesso di questa risorsa al popolo indiano.

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